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Il terrorista Battisti piagnucola: “Mi consegneranno alla morte. L’Italia mi considera un mostro”. Ma va?






Ora il terrorista comunista assassino Cesare Battisti col fiato sul collo piagnucola sul quotidiano Estadao: “Se il Brasile deciderà di estradarmi mi consegnava alla morte”. “In Italia mi considerano un mostro”. E chissà come mai?

Adesso Cesare Battisti ha paura. “Se il presidente brasiliano, Michel Temer, deciderà di estradarmi in Italia, mi consegnerà alla morte”: è questo il disperato appello che l’ex terrorista ha consegnato al quotidiano Estadao.

“Non so su cosa si voglia basare il gabinetto giuridico della presidenza perché io possa essere estradato. Non so se il Brasile voglia macchiarsi sapendo che il governo e i media hanno creato questo mostro in Itala. Mi consegneranno alla morte”, ha aggiunto Battisti.

Intanto la difesa dell’ex terrorista rilancia. “L’estradizione in Italia non è possibile”, mette in chiaro dopo che il presidente brasiliano Michel Temer ha fatto sapere di aver deciso di revocare lo status di rifugiato politico al terrorista rosso. “Una revisione – mettono in chiaro gli avvocati – non è più possibile a causa del lasso di tempo trascorso e per il fatto che non c’è stato alcun difetto nella conclusione finale”. Secondo i legali citati dalla stampa brasiliana, “anche la prescrizione della richiesta punitiva per reati per i quali è imputato nel suo Paese natale impedisce la sua estradizione. Inizia così un nuovo braccio di ferro. E l’ultima parola spetta spetta ora al giudice Luiz Fux.

In Italia lo aspettano quattro ergastoli da scontare. Quando è stato condannato, Battisti si è rintanato ovunque pur di non espiare la pena per quelle vite innocenti ammazzate durante gli Anni di Piombo. La difesa del terrorista rosso è convinta che Temer rispetterà le regole e non lo consegnerà all’Italia che premer perché paghi per i quattro omicidi commessi. “La revisione della decisione presidenziale è impossibile a cause del lasso di tempo e del fatto che non esiste alcun difetto nella conclusione finale, come riconosciuto dallo stesso Tribunale supremo federale, hanno affermato i legali spiegando alla stampa brasiliana che “la prescrizione della richiesta punitiva per i reati attribuiti (a Battisti) nel Paese di nascita impedisce anche la sua estradizione”“Si spera – hanno concluso – che il presidente della Repubblica, noto docente di diritto costituzionale rispetti le leggi brasiliane, anche a fronte delle pressioni politiche interne ed esterne”.

Secondo le indiscrezioni pubblicate ieri dal Jornal do Brasil, Temer avrebbe deciso di revocare lo status di rifugiato politico a Battisti, che è latitante da 36 anni, concesso dall’ex presidente Ignacio Lula da Silva. Lunedì gli avvocati di Battisti avevano inviato una nuova dichiarazione alla Corte suprema federale chiedendo la sospensione di qualsiasi ordine di estradizione o espulsione dell’italiano. Per loro qualsiasi decisione può essere presa solo dopo aver esaminato la richiesta di habeas corpus depositata a settembre. La decisione di Temer potrà essere applicata solo se, nel mentre, i giudici del Tribunale Supremo Federale si esprimano contro la limitazione delle libertà personali.

Sul versante italiano, il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha dichiarato: “Sono stati fatti tutti i passi necessari per l’estradizione di Cesare Battisti, in queste ore non è il momento di commentare, ma di lavorare, e lavoriamo con grande determinazione”

con font Il Giornale

redazione riscatto nazionale.net

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