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Elezioni in Corsica, i nazionalisti si uniscono e trionfano: “I corsi si considerano una nazione”


In Corsica i nazionalisti si uniscono per le elezioni e trionfano con un 45,36% di preferenze: «Chiediamo allo Stato di rompere con la politica dell’ indifferenza, con la negazione della democrazia». Un esempio per i nazionalisti, i patrioti e i sovranisti nostrani, se c’è unità si vince.

AJACCIO. «Parigi dovrà tenere conto dei risultati delle elezioni» territoriali in Corsica, che rappresentano un «messaggio al continente»: lo ha detto il nazionalista corso, Jean-Guy Talamoni, commentando ai microfoni di radio France Inter il risultato elettorale di ieri 3 novembre.

Tra le richieste rivolte allo Stato centrale, il riconoscimento dell’ufficialità della lingua corsa, una legge contro le ‘privazionì immobiliari, e un’amnistia per i ‘prigionieri politicì corsi. «Chiediamo allo Stato di rompere con la politica dell’ indifferenza, con la negazione della democrazia», ha detto Talamoni, garantendo tuttavia che non ci sarà nessun processo di indipendenza per almeno i prossimi dieci anni, anche sei «i corsi si considerano come nazione» .

Da parte sua, l’alleato nazionalista nel voto di ieri, Gilles Simeoni, ha dichiarato che se «la Costituzione non rappresenta un popolo spetta alla Costituzione evolvere non al popolo scomparire». Simeoni è tuttavia tornato a garantire che la Corsica ha abbandonato ogni forma di lotta armata per raggiungere i suoi obiettivi. Ieri, nel primo turno delle elezioni territoriali, la lista Pé a Corsica è arrivata ampiamente in testa con 45,36% delle preferenze nonostante un alto livello di astenuti.

Dunque la lista unitaria «Un paese da fà» vince nettamente il primo turno con  un risultato che è di 20 punti maggiore rispetto a quello del 2015. I nazionalisti non sembrano quindi avere ostacoli per il ballottaggio di domenica prossima, al quale dovrebbero poter partecipare altre tre liste: la destra di Jean-Martin Mondoloni, non riconosciuta a livello nazionale dai Republicains, che si piazza seconda con poco meno del 15% e sorpassa quella «ufficiale» di Valerie Bozzi, che aveva il sostegno dell’opposizione di destra nel Paese, ferma all’11,7%.

Con fonte La Nuova Sardegna

redazione  riscatto nazionale.net

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