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Milano, anziana sgozzata al parco: arrestato clandestino egiziano con precedenti. Che ci faceva in Italia?


Arrestato a Milano un clandestino egiziano con diversi precedenti penali, ritenuto responsabile del brutale omicidio di Mariella Negri, la 67enne sgozzata nel parco di Villa Litta. Ed è sempre lo stesso copione, immigrati clandestini senza diritto di stare in Italia, pregiudicati, liberi di scorrazzare e uccidere gli italiani.

Venerdì 24 novembre, il giorno dopo l’omicidio di Affori, la squadra mobile lo aveva fermato in via Abbiati, in zona San Siro.

Gli investigatori cercavano un europeo, forse uno slavo, il malvivente che poche ore prima, di prima mattina, aveva ucciso nel Parco di Villa Litta, accoltellandola durante una rapina, la vedova 67enne Marilena «Ella» Negri, mentre la poveretta portava a spasso il cane. Lui – M.S.A. El Sharkaw, un egiziano di 21 anni, clandestino con precedenti per lesioni personali, minacce gravi e resistenza a pubblico ufficiale – intorno alle 11 aveva tentato di rapinare una 83enne all’interno dell’androne di uno stabile, afferrandola alle spalle. E dopo averla colpita con un coltello, era fuggito senza riuscire a rubarle la borsa. La vittima era stata soccorsa e trasportata in ospedale per una ferita al braccio, con una prognosi di 30 giorni. Seguendo le tracce di questo balordo la polizia in questi giorni ha scoperto che il giovane, subito dopo l’aggressione di via Abbiati, era entrato in un palazzo della limitrofa via Ricciarelli dove aveva minacciato con un coltello il portiere e tentato di aggredire una condomina. Dagli accertamenti e dalla visione delle immagini del sistema di videosorveglianza, i poliziotti hanno trovato l’uomo che si nascondeva in un appartamento Aler occupato abusivamente proprio nello stesso stabile della rapina consumata in via Abbiati. Il ragazzo aveva un coltello da macellaio ancora insanguinato, un coltello a serramanico e una lama da cutter.

La Mobile due settimane fa lo aveva scambiato per l’assassino di Affori? Sì, aveva usato la stessa tecnica irruenta e seguito la medesima maldestra dinamica dell’uomo «dal forte accento slavo» (come l’ha definito la vittima, che però non l’ha visto in faccia, ndr) che il 15 novembre, sempre ad Affori ma all’angolo tra viale Fermi e via Vincenzo da Seregno, ha rapinato del denaro e di uno smartphone un donna italiana di 33 anni che, alle 13.30, stava spingendo la carrozzina nella quale c’era la sua bimba di un mese. Senza contare che El Sharkav è un egiziano di seconda generazione, con i capelli mesciati biondi, di corporatura sottile. Ripreso dalle telecamere con indosso un bomber azzurro, dal punto di vista fisico l’egiziano non assomigliava per niente a un tipico uomo originario del Maghreb. Solo visto da vicino le sue origini nordafricane sono saltate all’occhio.

Alla Omicidi lo avevano tenuto nei loro uffici per ore e ore: in fondo non c’era nessuna certezza che l’omicida del Parco Litta non potesse essere di un’altra etnia. Così, per non lasciare nulla di intentato, la pm responsabile dell’assassinio della pensionata, aveva acquisito gli atti della rapina alla giovane mamma e l’aveva interrogata: la 33enne aveva confermato il «forte accento slavo».

Un uomo dell’Est Europa era stato indicato anche dall’attrice peruviana di 21 anni che due giorni prima, il 13 novembre, era stata violentata nella grande area verde accanto all’ospedale Niguarda, poco distante da Affori. La sudamericana, però, aveva sottolineato che il suo stupratore parlava «abbastanza bene l’italiano».

No, gli investigatori escludono che il «nostro» giovane egiziano sia il mostro di Affori. Tuttavia ha accoltellato una donna, ne ha aggredita un’altra e aveva con sé un’arma molto simile a quella usata per accoltellare a morte Ella Negri. E, a quanto pare, era deciso a usarla ancora

con fonte Il Giornale

redazione  riscatto nazionale.net

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