Donald Trump non scherzava: arrestati 143.470 clandestini, +50% rispetto all’anno precedente




Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non scherzava. Come riporta l’agenzia Agensir, ad oggi sono stati arrestati per il reato di clandestinità 143.470 immigrati illegali, un + 50% rispetto allo scorso anno con l’amministrazione Democratica.

(Agensir) – Sono i numeri del Pew Center, il centro di ricerche sociale di Washington, che nell’ultimo anno ha visto aumentare di oltre il 50 per cento gli arresti compiuti dall’agenzia per l’immigrazione (Ice). I dati pubblicati parlano di 143.470 persone arrestate, il 30 per cento in più rispetto all’anno precedente. Molte delle persone ammanettate sono considerate vittime di quelli che vengono definiti “arresti collaterali”, cioè gli agenti non stanno cercando immigrati illegali, ma nel corso di un’ispezione in un cantiere o in un negozio o durante la retata in una piazza, fanno domande sullo status dei presenti e se questi non hanno documenti validi, si procede all’arresto.

Carlos, guatemalteco e padre di 5 figli, alle 6.30 del mattino stava caricando gli attrezzi sul suo camion, quando gli agenti dell’immigrazione lo hanno fermato chiedendogli informazioni sui vicini perché era in corso una retata. Quando l’uomo non ha saputo rispondere alle domande specifiche sul caso, poiché ignorava le attività illecite del quartiere, gli sono stati chiesti i documenti e Carlos rischia l’espulsione perché senza permesso di soggiorno e di lavoro. Siamo a Houston, in Texas, uno degli Stati che, assieme a Florida e Oklahoma, secondo il Pew Center, il centro di ricerche sociale di Washington, nell’ultimo anno ha visto aumentare di oltre il 50 per cento gli arresti compiuti dall’agenzia per l’immigrazione (Ice). I dati pubblicati dall’agenzia parlano di 143.470 persone arrestate, il 30 per cento in più rispetto all’anno precedente.

Molte delle persone ammanettate sono considerate vittime di quelli che vengono definiti “arresti collaterali”, cioè gli agenti non stanno cercando immigrati illegali, ma nel corso di un’ispezione in un cantiere o in un negozio o durante la retata in una piazza, fanno domande sullo status dei presenti e se questi non hanno documenti validi, si procede all’arresto. Una pratica incostituzionale secondo diversi avvocati dei diritti civili, che in questi interrogatori leggono una targetizzazione razziale e discriminatoria.

L’ordine esecutivo firmato dal presidente Trump lo scorso 25 gennaio estende l’applicazione delle norme dell’Ice alla maggior parte degli immigrati negli Stati Uniti senza autorizzazione, indipendentemente dal fatto che abbiano precedenti penali o meno. Questi ultimi erano stati il principale obiettivo della precedente amministrazione, ma oggi il raggio di azione si è notevolmente esteso. La classifica delle città e delle aree che contano il più alto numero di arresti è guidata da Miami, seguono Dallas e St. Paul, poi New Orleans, Atlanta, Boston e Detroit.

L’area di New York ha registrato il minor numero di arresti Ice nel 2017 (circa 2.600), sebbene l’area metropolitana includa il più alto numero di immigrati non autorizzati del Paese, sempre secondo le stime del Pew Research Center.

Con fonte agensir.it

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