Mantova, schiaffo alla storia: il PD revoca la cittadinanza al Duce. Forza Italia: “Così cancellate la storia”




Oltraggio alla storia d’Italia nella rossa Mantova. I negazionisti e nemici della patria del Partito Democratico revocano la cittadinanza onoraria al giudice d’Italia Benito Mussolini. Vota contro il centrodestra e Forza Italia attacca: “È un tentativo di cancellare parte della storia della città di Mantova”. Queste sono le priorità della sinistra.

Un dibattito di ben tre ore, quasi quattro, ieri in consiglio comunale, a Mantova. Oggetto del dibattito, la revoca della cittadinanza italiana a Benito Mussolini.

 A quanto pare tale revoca, secondo qualcuno, potrebbe: “migliore almeno un po’ Mantova”. Giovanni Pasetti, capogruppo del Pd, ha affermato: “Mussolini non può stare nella lista dei cittadini onorari perché non ha fatto nulla per Mantova, ma è stato un dittatore e un liberticida». Una revoca decisamente fuori tempo massimo, come ha fatto notare il presidente del consiglio comunale Massimo Allegretti che alla fine ha deciso di non votare.

Ma è possibile cancellare il senso della votazione del 1924? Chi votò allora (compresi 4 ebrei) non saprà mai ciò che hanno fatto i posteri 94 anni dopo. Oltretutto, benché cancellato da un registro, quell’atto rimane nei documenti d’archivio con le motivazioni di allora, non di oggi.

Tentare di cancellare una parte della storia, in questo caso il fascismo, vale a dire cancellare anche parte della città di Mantova. Come ha fatto infatti notare l’opposizione, Forza Italia: “Se andiamo avanti così dovremo cambiare la toponomastica, a cominciare da piazza Marconi, visto che lui sostenne il fascismo”.

Altre sono le città dove tuttora Benito Mussolini è cittadino onorario, ed altrettante, nel corso degli anni hanno revocato la cittadinanza, proprio come è accaduto ieri a Mantova. La domanda che tanti si pongono però è se davvero si possa cancellare il passato, o se, al contrario, sarebbe più logico imparare da esso, studiarlo e conoscerlo. I più grandi storici sostengono che non vi è civiltà dove non c’è memoria. Dunque, ai posteri l’ardua sentenza.

Con fonte Il Giornale

redazione riscatto nazionale.net