Macerata, lo zio di Pamela Mastropietro: “Ci aspettavamo più solidarietà”. Ma era solo un’italiana




Il duro sfogo su Facebook dello zio di Pamela Mastropietro, uccisa e macellata dagli spacciatori nigeriani: “Ci aspettavamo maggiore solidarietà”. Ma era solo un’italiana e non aveva la pelle nera, nessuna solidarietà da parte delle lesbiche femministe, della feccia antifascista e dai razzisti anti-italiani della sinistra.

“Forse ci si sarebbe aspettata una reazione più corale da parte di Macerata, in favore di Pamela che, al dunque, poteva essere la figlia, la sorella, la nipote, l’amica di tutti”. Lo scrive su Facebook Marco Valerio Verni, lo zio di Pamela Mastropietro e avvocato della famiglia della ragazza, che dopo essersi allontanata da una comunità di recupero del maceratese è stata uccisa e fatta a pezzi. Annunciando una fiaccolata, in ricordo di Pamela, per il 13 aprile, la famiglia della ragazza torna a chiedere “chiarezza” sull’allontanamento dalla comunità di recupero e “massima fiducia negli organi inquirenti” per quanto riguarda la morte della giovane.

“Non sono certo mancate, a livello individuale, le parole di conforto, gli attestati di stima e le manifestazioni di vicinanza: sono state e continuano ad essere davvero tante – continua l’avvocato della famiglia – Ma, a livello ‘macroscopico’, salvo una fiaccolata iniziale, per la quale va il ringraziamento della famiglia agli organizzatori ed ai partecipanti, è mancato, innanzitutto, ad oggi, quel coinvolgimento politico che, ad esempio, vi è stato a Firenze”.

“Ma la differenza, forse, è derivata dal fatto che, nella città di Dante, il morto è stato un senegalese (cui va, naturalmente, il massimo rispetto e la vicinanza ai suoi cari), mentre a Macerata si è trattato, semplicemente, di una italiana”, prosegue lo zio di Pamela facendo riferimento alla morte di Idy Diene, il senegalese ucciso sul Ponte Vespucci a Firenze.

Con fonte Il Populista

redazione riscattonazionale.net